Quando l’intestino è irritabile

La Sindrome dell’Intestino Irritabile (SII) è un disturbo dell’apparato gastro-intestinale molto frequente. Secondo i dati epidemiologici, ne soffre circa il 30% della popolazione italiana, prevalentemente donne.

Soffrire di SII significa convivere con dolore e gonfiore addominale variabili per frequenza ed intensità, ma con un indiscutibile impatto negativo sulla qualità della vita.

La sindrome dell’intestino irritabile non è una malattia ma una disfunzione, le cui cause non sono ancora definite. Questa sindrome benigna non ha un fattore eziologico ben identificato; è piuttosto considerata un disturbo “biopsicosociale” e comprende diversi fattori scatenanti, fisiologici, psicologici, ambientali e comportamentali.

È caratterizzato da dolore addominale, irregolarità intestinale, meteorismo e variazione di consistenza delle feci con andamento cronico ricorrente caratterizzato da periodi di riacutizzazione e da periodi di remissione. La maggioranza delle persone che soffre di SII riferisce un cambiamento delle abitudini intestinali insorte durante l’adolescenza o la prima età adulta. Le modificazioni sono progressive e tendono a stabilizzarsi sull’alternanza stipsi-diarrea, con predominanza di uno dei due sintomi.

La diagnosi di SII si basa sostanzialmente sui sintomi sopra descritti (diagnosi positiva) e sulla esclusione di altre patologie di tipo organico (diagnosi negativa). Grande importanza riveste il colloquio e il rapporto di fiducia che il paziente deve avere con il proprio medico.

Ricevere una corretta diagnosi rappresenta la premessa per intervenire nel modo più appropriato. Ma non solo. Una corretta gestione della SII parte con l’educazione, soprattutto per quanto riguarda l’impostazione del regime alimentare. Sono numerosi i casi in cui si verifica una relazione tra pasti e insorgenza del dolore/gonfiore addominale. Inoltre per alcune persone che soffrono di SII, determinati cibi sono legati all’insorgenza di sintomi principali, ad esempio latte e latticini, carboidrati, verdure crude. Questo confermerebbe come nella maggior parte di coloro che ne soffrono potrebbe essere utile limitare l’introduzione di alcuni alimenti, come caffè, grassi, latte e derivati, vegetali (cipolle, legumi, sedano, cavoli, carote, broccoli) o frutta (frutta secca e oleosa, kiwi, melone, ciliegie, frutti di bosco, fichi, prugne, banane, agrumi).

A meno di intolleranze o allergie, la gestione della SII non richiede rinunce restrittive, piuttosto l’adozione di abitudini salutari, tra cui l’assunzione di una giusta quantità di fibre e di almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. In particolare per quanto riguarda le fibre, alla luce delle ultime revisioni della letteratura e meta-analisi, la preferenza si orienta verso quelle solubili tendendo a consigliare con prudenza quelle non solubili a causa dei possibili disturbi (soprattutto meteorismo) che queste ultime potrebbero provocare.
Quindi Dieta corretta, esercizio fisico e controllo dell’ansia e dello stress: tutti fattori che, tenuti sotto adeguato controllo, possono determinare miglioramenti significativi.

I dati sono tratti dal “Rapporto sociale 2006 sulla sindrome dell’intestino irritabile”, a cura del Comitato Scientifico editoriale di Associazione italiana Gastroenterologia ed Endoscopia Ospedaliera e dal testo “Sindrome Intestino Irritabile” a cura di Roberto Bellomo e Barbara Scagnet per la Società Italiana di Chirurgia Colo-rettale (www.siccr.org)

Amiche erbe

I prodotti con ingredienti di tipo erboristico, preconfezionati e di preparazione industriale, con funzione fisiologica, afferiscono alla categoria degli integratori alimentari (e sono quindi soggetti alla legislazione alimentare); ciò a differenza dei prodotti a base di erbe con valenza terapeutica, che sono invece veri e propri farmaci.

Dopo la raccolta, le erbe utilizzate per gli integratori alimentari vengono sottoposte ad una serie di esami, e quindi sottoposte ai processi di estrazione: si ottengono così gli estratti fluidi e, per successiva concentrazione ed evaporazione a secchezza, gli estratti secchi, sottoposti poi a saggi di purezza ed analisi quali-quantitative. Gli estratti titolati (definiti così quando viene dichiarata e garantita la costante percentuale di un dato principio attivo) devono aver un contenuto costante di principi caratteristici, al fine di garantire riproducibilità di efficacia e sicurezza d’uso. In altre parole, gli estratti titolati devono essere “standardizzati”.
Questo requisito è di estrema importanza perché i componenti presenti in erbe della stessa specie sono soggetti a variazioni. La standardizzazione supera tali limiti e garantisce un contenuto costante di determinati principi caratteristici.

Gli ingredienti impiegati per effetti fisiologici sono generalmente costituiti da:

  • sostanze vegetali – piante intere o loro parti (radici, corteccia, sommità fiorite, fiori, frutti, foglie, semi etc)
  • preparati vegetali, ottenuti per trattamento delle sostanze vegetali come estrazione, distillatura, spremitura, frazionamento, purificazione, concentrazione o frazionamento.

Prima dell’ immissione sul mercato, un integratore alimentare a base di erbe, al pari degli altri integratori alimentari, deve essere notificato al Ministero della Salute, dettagliando in particolare le seguenti informazioni:

  • Nome botanico
  • Origine della pianta
  • Provenienza della materia prima impiegata nel prodotto
  • Parte della pianta utilizzata
  • Tipo di preparazione utilizzata
  • Costituenti attivi della pianta e titolo relativo
  • Marker biologico
  • Finalità fisiologiche e salutistiche
  • Dati tossicologici
  • Contaminanti
  • Controindicazioni, avvertenze, interazioni
  • Eventuali note particolari

Sul sito del Ministero della Salute viene pubblicata e periodicamente aggiornata la lista delle piante ammesse per l’uso negli integratori alimentari, anche alla luce delle ultime evidenze della letteratura scientifica.

La procedura di notifica disposta per gli integratori a base di ingredienti erboristici permette al Ministero della Salute di verificare la composizione del prodotto e dell’ingrediente vegetale, di valutarne l’ efficacia e la sicurezza d’uso e se necessario richiedere ulteriori prove a supporto della loro ammissibilità all’uso alimentare.

Oltre alla normativa vigente (Dlg n. 169 del 21 maggio 2004) e all’istituto della notifica, per meglio regolamentare il settore il Ministero della Salute ha varato delle “Linee guida: documentazione utile a supporto degli integratori alimentari con ingredienti erboristici” che precisa la documentazione che può essere richiesta alle aziende in seguito alla notifica di etichetta di integratori alimentari con ingredienti erboristici. E’ da sottolineare che la responsabilità della sicurezza alimentare, secondo la vigente normativa, è a carico degli operatori del settore, ovvero delle imprese.

Anche gli integratori alimentari a base di erbe, come tutte le tipologie di integratori, che hanno concluso favorevolmente la procedura di notifica, vengono inclusi in un apposito Registro consultabile sul Sito del Ministero della Salute www.ministerosalute.it.

Alimentazione e sonno: la ricetta per cadere nelle braccia di morfeo

Un buon riposo notturno dipende da diversi fattori; un ruolo importante è certamente giocato dall’alimentazione. Una recente indagine evidenzia quali alimenti sono utili a combattere l’insonnia e quali invece da evitare.

Verdura, frutta, carboidrati, uova e latticini: questi i cibi di elezione per assicurarsi un sonno benefico e duraturo. Alla sera è preferibile consumare pasta, riso, orzo e pane perché ricchi di triptofano, un aminoacido che stimola la sintesi della serotonina, il neurotrasmettitore cerebrale che favorisce il rilassamento. Via libera anche a legumi, uova bollite, carne, pesce, formaggi freschi. La serotonina aumenta con il consumo di alimenti con zuccheri semplici come la frutta dolce di stagione Tre le verdure invece preferire la lattuga, la zucca, le rape, i cavoli, il radicchio rosso e l’aglio.

Da non dimenticare anche i rimedi della nonna, primo tra tutti il classico bicchiere di latte caldo: anche questo alimento, grazie al triptofano contenuto, favorisce il rilassamento e il sonno Se poi il latte viene zuccherato il sonno è garantito, perché lo zucchero facilita l’assorbimento del triptofano.

Infine un piccolo dolcetto, ricco di carboidrati semplici, svolge un’azione distensiva, analogamente a  infusi e tisane a base di erbe dolcificati con miele, che inducono un’atmosfera di relax e di tranquillità che predispone al sonno.

Vale la pena sottolineare due ulteriori due aspetti, prettamente legati al buonsenso: evitare durante la sera pasti “pesanti” e limitare il consumo di cibi ricchi di sodio e sostanze eccitanti,  quali spezie (es. curry, pepe, paprika), caffè, the, cacao e superalcolici.

Ecco in sintesi un breve decalogo per un buon riposo (*)

–  Dormire solo il tempo sufficiente per un’adeguata efficienza nel giorno successivo

–  Coricarsi a orari regolari la sera e alzarsi sempre alla stessa ora al mattino

–  Non recuperare il sonno con sonnellini pomeridiani

–  Svolgere un moderato esercizio giornaliero, ma non nelle ore precedenti il sonno

–  Non dormire in ambienti troppo rumorosi, né troppo caldi, né troppo freddi

–  Non assumere cronicamente pillole per dormire

–  Non assumere sostanze stimolanti la sera

–  Non bere alcolici la sera

–  Andare a letto solo se si ha sonno

–  Non svolgere attività mentali troppo impegnative

–  Utilizzare il letto solo per dormire

(*) Consensus Italiana dei medici di medicina generale,  Dis. Manage Health Outcomes 2005; 13 Spec. Issue 1:3-33

L’alimentazione in gravidanza

 

Mangiare sano è importante sempre, a tutte le età. Lo è ancora di più in alcuni momenti particolari della vita, come ad esempio la gravidanza. In questo periodo, infatti, l’alimentazione non serve solo a fare in modo che la futura mamma stia bene, ma è fondamentale anche perché il feto si sviluppi e cresca in maniera corretta.
Ogni donna dovrebbe quindi alimentarsi in maniera adeguata. Non c’è bisogno di sconvolgere il proprio abituale schema alimentare, basta porre qualche piccola attenzione in più all’apporto calorico, che in questa fase deve essere leggermente superiore, alla qualità dei cibi e all’assunzione di determinati nutrienti che diventano essenziali per la crescita del feto e per la fase di allattamento. In questa fase delicata della vita di una donna è importante che il peso corporeo sia tenuto sotto controllo affinché nei nove mesi di gestazione l’incremento di peso non superi i 12-13 Kg.
Per una donna normopeso l’apporto calorico giornaliero dovrebbe quindi assestarsi sulle 2650 calorie nel primo trimestre di gravidanza e sulle 2800 calorie nel secondo e terzo trimestre.

Cosa mangiare durante questa delicata fase della vita?

Non esistono regole rigide cui è necessario attenersi perché l’alimentazione è soggettiva che dipende dal gusto personale ma anche dalle condizioni di salute della gestante. E’ bene comunque attuare piccoli accorgimenti, come seguire la regola dei 5 pasti che prevede, oltre ai pasti principali, due piccoli spuntini a metà mattina e metà pomeriggio che consentono di evitare lunghi periodi di digiuno; mangiare lentamente; concentrare il consumo dei cibi più calorici nella prima parte della giornata.
Per quanto riguarda invece gli alimenti da consumare, è importante sceglierli in modo tale che l’organismo abbia ogni giorno un introito equilibrato di carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali.
Di fondamentale importanza il latte che, grazie all’apporto di proteine, vitamine e sali minerali, contribuisce al corretto sviluppo delle ossa del bambino. La carne va consumata con molta attenzione favorendo quella magra ed evitando insaccati, salumi e carni poco cotte che possono aumentare il rischio di contrarre la toxoplasmosi. Durante la gravidanza è molto importante consumare anche le uova che si caratterizzano per un alto contenuto di proteine di ottima qualità e i legumi, che oltre ad essere anch’essi un’importante fonte di proteine, aiutano ad aumentare l’apporto di ferro. Largo anche a frutta e verdura, sbucciata e lavata con cura, che sazia apportando poche calorie e molti nutrienti. Bisognerebbe consumarne ogni giorno 5 porzioni favorendo fra la frutta gli agrumi, i kiwi, le fragole e i frutti di bosco, ricchi di vitamina C e fra gli ortaggi la verdura a foglia verde come lattuga, spinaci, cavoli e insalate che rappresentano anche un’ottima fonte di acido folico. Per garantire un apporto ottimale di acidi grassi essenziali e sali minerali è consigliato anche il consumo di frutta secca e semi oleosi, purché si faccia attenzione a non eccedere nelle quantità.

Infine non bisogna dimenticare i grassi da consumare ogni giorno anche se in piccola quantità. Meglio l’ olio di oliva da preferire a burro o margarina.
Si consiglia inoltre di evitare il consumo di alcolici, superalcolici e limitare le bevande eccitanti come caffè e tè.

Durante questa delicata fase della vita, le linee guida nutrizionali consigliano anche di supplementare la normale alimentazione con alcune sostanze di cui l’organismo necessita in quantità superiore. Fra queste il calcio, poiché parte di quello che la mamma assume con l’alimentazione viene prevalentemente utilizzato dal feto, il ferro, lo zinco e il rame, la vitamina B12, gli acidi grassi Omega3.
Particolarmente importante la supplementazione di acido folico fondamentale per aiutare l’organismo della gestante e facilitare lo sviluppo corretto del feto.
Le linee guida nazionali e internazionali ne raccomandano un introito doppio rispetto al livello di assunzione generalmente raccomandato pari a 400 mcg al giorno.
Coinvolto nella sintesi, nella riparazione e nel funzionamento del DNA e RNA, l’acido folico è infatti necessario per la corretta formazione ed il mantenimento delle nuove cellule e per diminuire il rischio di insorgenza di difetti del tubo neurale, la struttura da cui nell’embrione si formano cranio, cervello, colonna vertebrale e midollo spinale.
Sarebbe opportuno concordare la supplementazione con il proprio medico e seguirla con scrupolosità per attenersi alle giuste dosi e tempistiche di somministrazione.
(Fonte: http://www.sisteweb.it/ – Raccomandazioni del Ministero della salute sul corretto utilizzo degli integratori alimentari )

Bambini e sport, quale alimentazione?

L’attività sportiva è un elemento fondamentale affinché i bambini crescano sani e forti.
Fare movimento in maniera regolare, infatti, non solo apporta benefici all’organismo contribuendo ad uno sviluppo armonico dei muscoli e dello scheletro del bambino, ma favorisce anche un corretto funzionamento del metabolismo, per mantenersi in forma evitando il sovrappeso.
Consente inoltre ai bambini di stare all’aria aperta, di socializzare, di sviluppare uno spirito di squadra e di stimolarli nel rafforzare il carattere verso la resistenza e il raggiungimento degli obiettivi che anche nello sport si decide di raggiungere. Un piacere, un divertimento e allo stesso tempo un approccio educativo che aiuterà i bambini ad affrontare meglio la vita di tutti i giorni.

L’alimentazione di un bambino che svolge una regolare attività fisica non deve essere diversa da quella degli altri bambini o da quella degli adulti che praticano sport; semplicemente va calibrata in base alla disciplina che ha scelto di praticare e alla sua intensità. Se infatti il bambino svolge un’attività fisica non agonistica, non è necessario aumentare l’introito calorico o apportare dei cambiamenti radicali alla dieta. Tutto comunque dipende dallo stile di vita complessivo del bambino e dalle abitudini alimentari che vengono adottate in famiglia.

Nei casi in cui il bambino svolga un’attività fisica particolarmente intensa, che significa per almeno un’ora tre volte la settimana, si potrà sicuramente concedere qualche caloria in più. Gli alimenti consigliati sono quelli della normale alimentazione: carboidrati semplici come quelli contenuti nella frutta, quelli complessi come quelli della pasta dei prodotti da forno, proteine, grassi, frutta e verdura ricchi di fibre e vitamine. Molto importante che il bambino beva molto per reidratarsi e recuperare i sali minerali che si tendono a perdere con la sudorazione.
Affinché l’alimentazione non interferisca con il corretto svolgimento dell’attività fisica è importante anche scegliere l’ora giusta in cui mangiare: meglio tre ore prima di fare sport in modo che l’organismo riesca a iniziare la digestione. Il pasto dovrebbe inoltre essere equilibrato e leggero evitando alimenti ricchi di grassi e di zuccheri. Si può anche scegliere di mangiare dopo aver fatto sport, entro 2 o 3 ore, e in questo caso il pasto dovrebbe essere ricco di carboidrati.

Mangiare in maniera corretta non è difficile, basta scegliere i cibi in maniera accurata e razionale, leggere attentamente le etichette per sapere bene cosa si mangia, individuare le giuste quantità per sopperire in maniera corretta al quotidiano bisogno energetico. Evitare infine gli eccessi, di zucchero, di sale, di quantità. Mangiare di tutto un po’ è il giusto compromesso arricchendo la Dieta con alcuni cibi crudi e colorati come frutta e verdura ricche di sostanze preziose per l’organismo. Infine bere tanta acqua,succhi di frutta e spremute.

In alcuni casi può anche essere utile integrare l’alimentazione con alcune sostanze come la vitamina D che, in età scolare e negli adolescenti è importante fino al termine dello scatto di crescita puberale nei casi in cui il bambino non sia sufficientemente esposto alla luce sola e non ne assuma le giuste quantità con l’alimentazione. Per favorire il corretto sviluppo osseo, oltre alla vitamina D è importante anche un’assunzione adeguata di calcio e fosforo.
Altre sostanze importanti sono la vitamina C fondamentale nella sintesi del collagene e per il suo ruolo nel favorire l’assorbimento del ferro. Infine non bisogna dimenticare il fluoro per la sua azione protettiva dei denti dalla carie che potrebbe avere conseguenze negative anche sulla dentatura definitiva.

Una regola importantissima per l’alimentazione dei bambini, anche dei piccoli sportivi, è quella del “3+2” che prevede, oltre ai tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) due mini pasto a metà mattina e metà pomeriggio. La prima colazione dovrebbe rappresentare il 20% dell’introito calorico giornaliero; il pranzo il 35/40%, la merenda il 10%; la cena il 25/35%.
Le regole della corretta alimentazione di un bambino che fa sport, non sono quindi molto diverse da quelle degli adulti. Non si tratta infatti di modificare la composizione della Dieta ma rispettare alcune semplici regole che garantiscono all’organismo in crescita un apporto equilibrato e corretto di tutti i nutrienti.

( Fonte: Raccomandazioni del Ministero della salute sul corretto utilizzo degli integratori alimentari )

( Fonte: Progetto Guadagnare Salute del Ministero della Salute www.salute.gov.it )

Focus terza età: corretta alimentazione, sport e integratori per affrontare i primi caldi

 

Entrare nella terza età non significa invecchiare, ma affrontare un naturale processo di cambiamento del proprio stato psico-fisico, così come avvenuto progressivamente in tutte le fasi precedenti della vita. L’invecchiamento è un fenomeno complesso in cui giocano un ruolo determinante differenti fattori, quali ad esempio ambiente, malattie, attività fisica, nutrizione e componenti genetiche. Mentre alcuni di essi sono immodificabili, su altri si può invece intervenire in maniera consapevole. Semplici accorgimenti rispetto alla conduzione del proprio stile di vita, aiutano ad affrontare nel modo corretto i classici malanni di stagione che, con il passare degli anni, possono maggiormente incidere nella qualità della vita quotidiana.

Uno di questi, e forse il principale, è l’alimentazione. La prima regola è infatti quella di seguire nell’arco di tutta la vita un’alimentazione varia ed equilibrata: il che significa saper scegliere che cosa mangiare e in quale misura. Nutrirsi in modo corretto e con le giuste proporzioni è una delle condizioni principali per affrontare al meglio i disturbi legati ai cambi di stagione. E’ ormai noto che col passare degli anni si riduca progressivamente l’efficienza dell’apparato digestivo nell’assorbire vitamine, proteine e minerali. Oltre all’indicato consumo di frutta e verdura, si può trovare un valido aiuto negli integratori alimentari. Questi alimenti possono infatti essere utili a colmare possibili stati di carenza e a coadiuvare le funzioni fisiologiche dell’organismo, evitando ripercussioni negative sullo stato di salute: tra le necessità più comuni nella terza età quella di calcio e vitamina D, sostanze indispensabili per contrastare l’indebolimento delle ossa e prevenire il rischio di fratture. Allo stesso modo, sono importanti gli antiossidanti come lo zinco, il selenio e le vitamine A, C, E. *

Da non dimenticare inoltre che una corretta idratazione è una colonna portante del benessere dell’organismo e, soprattutto in vista dei primi caldi, diventa ancora più importante. Infatti bere adeguatamente (da un litro e mezzo ai due litri al giorno) favorisce l’eliminazione delle sostanze di rifiuto dall’organismo, promuove un’adeguata lubrificazione delle articolazioni.

Oltre alle attenzioni che possiamo quindi dedicare alle sane abitudini a tavola, si può trovare un buon alleato per uno stato di benessere anche nel movimento. Non è una novità che l’attività fisica, insieme ad una buona alimentazione, può essere utile nel rafforzamento delle difese immunitarie e nei confronti delle infezioni. Praticare attività di potenziamento come pilates, stretching e yoga, oppure anche solo una semplice ginnastica dolce aiuta a favorire forza, equilibrio e flessibilità. I benefici del fitness non influiscono quindi positivamente solo sullo stato fisico, ma anche su quello dello spirito: resistenza e vigore – di testa e di corpo – aiuteranno ad affrontare meglio il passare degli anni e, grazie a queste semplici regole, si potrà raggiungere uno stato di benessere complessivo che possa favorire e facilitare il passaggio di stagione e i malanni ad esso associati.

“Dipende da noi essere in un modo piuttosto che in un altro.
Il nostro corpo è un giardino, la volontà il giardiniere.
Puoi piantare l’ortica o seminare la lattuga,
mettere l’issopo ed estirpare il timo,
far crescere una sola qualità di erba o svariate qualità,
lasciare sterile il terreno per pigrizia o fecondarlo col lavoro.
Il potere e l’autorità dipendono da noi.”

(William Shakespeare, Otello, atto I, scena III)

* Fonti: Raccomandazioni del Ministero della Salute; European Food Safety Authority (EFSA)

Estate, amica dei bambini

All’inizio della stagione estiva giunge finalmente, per la maggior parte delle persone, il tanto atteso momento delle vacanze. Tuttavia il periodo estivo non è esente da alcuni possibili rischi che è bene non sottovalutare.
Il caldo elevato innanzitutto può rappresentare per alcune fasce di popolazione, come bambini e anziani, un serio pericolo a causa della forte disidratazione che può provocare.
Per quanto riguarda i bambini in particolare, è fondamentale mantenerli sempre ben idratati: è quindi importante prestare la massima attenzione ad alcuni segnali di disidratazione, come il pianto senza lacrime, gli occhi leggermente incavati, la pelle disidratata al tatto e la scarsa produzione di urina. Il bambino indicativamente urina quattro volte al giorno urine chiare: se il colore è invece giallo intenso e con un odore forte, significa che il bambino non ha bevuto a sufficienza, e che non ha liquidi nell’organismo in quantità adeguata. Ecco perché quando si intraprende uno spostamento, anche breve, è necessario avere sempre con sé acqua e “cibi idratanti”, cioè ad alto contenuto di acqua, come frutta e verdura.
Per prevenire la disidratazione a tutte le età è quindi indispensabile bere molto – l’acqua è la nostra principale fonte di idratazione – e consumare frutta e verdura.

Ma perché l’acqua è tanto importante?

Nell’organismo umano l’acqua rappresenta un costituente essenziale per il mantenimento della vita ed è anche il liquido presente in maggior quantità. La sua presenza è indispensabile per lo svolgimento di tutti i processi fisiologici e le reazioni biochimiche che avvengono nel nostro corpo. Inoltre, l’acqua entra nella struttura di varie sostanze e agisce da solvente per la maggior parte dei nutrienti (minerali, vitamine idrosolubili, aminoacidi, glucosio, ecc.), svolgendo un ruolo essenziale nella digestione, nell’assorbimento, nel trasporto e nell’utilizzazione degli stessi nutrienti. L’acqua è anche il mezzo attraverso il quale l’organismo elimina le scorie ed è indispensabile per la regolazione della temperatura corporea. Agisce inoltre come “lubrificante” e ha funzioni di ammortizzatore nelle articolazioni e nei tessuti, mantiene elastiche e compatte la pelle e le mucose (la cui funzionalità dipende da un giusto grado di idratazione) e garantisce la giusta consistenza del contenuto intestinale. Dato che in pratica non vi è alcun sistema all’interno dell’organismo che non dipenda direttamente dall’acqua, è facile intuire che mantenere un giusto equilibrio del nostro “bilancio idrico” (cioè del rapporto tra le “entrate” e le “uscite” di acqua) è fondamentale per conservare un buono stato di salute nel breve, nel medio e nel lungo termine.

Oltre all’acqua, ritenuta in assoluto la migliore soluzione per l’idratazione, è possibile rendere la sete un momento gustoso grazie a prodotti come il miele o il fruttosio. Tra le bevande amiche dei bambini – e non solo – troviamo anche succhi, spremute, centrifugati, tè verde (che ha un contenuto molto limitato di teina) e tè deteinato, karkadè, infusi, frappé di frutta.
Prima di fare giocare i bambini all’aperto nelle giornate più calde, assicurarsi sempre che il bambino assuma un’adeguata quantità di acqua e, se l’attività fisica si prolunga oltre un’ora e il clima è molto umido, è opportuno somministrare bevande contenenti zuccheri e sali minerali.

Infine alcuni suggerimenti della Federazione Italiana Medici Pediatri per affrontare in tutta sicurezza le vacanze estive:

  • al mare o in montagna, usare costantemente creme a fattore di protezione superiore a 15 SPF. Si deve ricordare di applicare la crema almeno ogni 2 ore, soprattutto se il bambino suda molto. E’ stato calcolato che l’80 % dell’esposizione solare nella vita avviene nei primi 20 anni di vita, e questo spiega perché dobbiamo essere attenti a ridurla il più possibile. Evitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata ( tra le 11 e le 16).
  • Prevenire le punture di insetti: l’estate è il momento delle zanzare, che ormai pungono anche di giorno, ma anche di api, zecche e acari. Attenzione ai ristagni di acqua vicino ai luoghi dove giocano i bambini, che vanno comunque protetti con dei repellenti per insetti adatti alla loro età.
  • In piscina o al mare, sorvegliate sempre i bambini che si trovano in prossimità dell’acqua (anche bassa) e ricordate che l’ambiente umido favorisce la diffusione di germi. I bambini molto piccoli, proprio per il fatto di portare il pannolino, possono facilmente trasmettersi l’un l’altro dei germi, che passano attraverso la condivisione dell’acqua delle piscine. La clorazione dell’acqua non sempre è sufficiente ad impedire il passaggio di germi patogeni. Meglio quindi evitare ai bambini piccolissimi l’uso di piscine comuni, e disinfettate bene le piccole piscine di uso domestico.
  • Nei bambini più grandi, così come negli adulti, il periodo estivo favorisce l’insorgenza delle otiti esterne. Il ristagno d’acqua nell’orecchio crea un ambiente ideale per la crescita di germi: per prevenire le infezioni controllate sempre che i bambini si asciughino le orecchie, evitando l’uso di bastoncini cotonati, e, se si frequentano spesso piscine o giochi acquatici, applicare qualche goccia di vaselina all’imbocco del condotto prima del bagno, o pulire il condotto dopo il bagno con una soluzione lievemente acida (anche acqua e aceto).
  • Create un programma di impegni e attività, ad esempio sul calendario, che creerà un’attesa e per cui i bambini si possono preparare, stimolando così la loro immaginazione. Cercate di impiegare il loro tempo facendovi aiutare durante la giornata in piccoli compiti e tenete a disposizione materiali che possono usare in attività creative (cartone, colori, forbici) oltre a tanti libri da leggere nelle giornate in cui non è possibile uscire.
  • Attenzione alle infezioni da alimenti. Nel periodo estivo i germi crescono meglio per le alte temperature. Ricordatevi sempre di lavare bene le mani prima di manipolare gli alimenti. Carne, pesce e uova devono essere preparate su piani separati dalle verdure e, cotti ad alte temperature subito prima di essere serviti. Le superfici della cucina devono essere accuratamente disinfettate con soluzioni clorate. Evitate di dare ai bambini alimenti più a rischio quali carni poco cotte o alimenti preparati in anticipo e conservati in frigorifero insieme ad alimenti crudi.